la storia degli scacchi


Nessuno può dire con assoluta certezza a quando risalgano le origini del gioco degli scacchi ma l`ipotesi più accreditata pone il suo luogo d`origine in India. Antichi poemi persiani risalenti circa al VI- VII secolo d.C. ,infatti, descrivono un antico gioco da tavolo chiamato Chatrang che sembra avere notevoli tratti in comune con il moderno gioco degli scacchi ma che viene descritto come derivante da un altro gioco ancora più antico di provenienza indiana ( I-II  secolo d.C. ) , lo Chaturanga.

La diffusione del gioco fu particolarmente rapida grazie anche all`azione dei mercanti e dei carovanieri dell`epoca, ansiosi di portare nelle loro patrie ogni sorta di novità. Inizialmente alcuni studiosi ritennero che il suo utilizzo raggiunse l`Impero Romano grazie ai contatti con gli arabi nel IX o X secolo d.C. ma un ritrovamento archeologico avvenuto nel 1932 in Molise, nella città di Venafro (IS) creò molte opinioni contrastanti. In un`antica necropoli romana, infatti, furono ritrovati alcuni pezzi intarsiati in osso di un gioco da tavoliere che riproducono senza alcun dubbio alcuni componenti del gioco degli scacchi. Venne quindi ipotizzato che il gioco raggiunse l`Impero Romano già nel II o III secolo d. C. tramite i legionari tornati in Patria dopo le lunghe guerre combattute in Oriente. Aldilà delle varie ipotesi nate sui pezzi di Venafro un importante ritrovamento avvenuto nel 2002 in Albania ha permesso di retrocedere nel tempo l`ingresso degli scacchi in Europa. Datato intorno al V secolo d. C. il Re di Scacchi ritrovato a Burtrint rappresenta il più antico pezzo di scacchi finora ritrovato.

                                       Antichi scacchi ritrovati a Venafro (IS)


Le prime testimonianze scritte di epoca medioevale risalgono al 1000 d. C. Negli anni successivi il gioco si diffuse anche fra i ceti più elevati , tant`è vero che la destrezza in questo gioco era una delle virtù che distinguevano il vero cavaliere. A testimonianza di ciò vi è l`antico codice Tractatus partitorum Schachorum Tabularum et Merelorum Scriptus anno 1454, rinvenuto nel 1950 alle Biblioteca Estense di Modena, importantissimo in quanto le soluzioni riportate sono scritte sia in latino che in antico volgare, sottolineando la vasta diffusione del gioco in ogni ceto sociale e culturale. Nel XVI secolo nacquero i primi grandi giocatori di scacchi e l`Italia divenne la culla di grandi campioni che i regnanti di tutte le corti si contendevano senza badare a spese, organizzando tornei e sfide con ricchi premi. Con il passare degli anni e delle diverse correnti di pensiero anche il gioco degli scacchi subì delle variazioni, passando da periodi in cui l`importanza veniva data alla strategia a quelli in cui l`effetto sorpresa doveva farla da padrone, a periodi in cui tutto doveva svilupparsi nei momenti finali della partita a quelli in cui fin dall`inizio l`idea di gioco doveva essere chiara e concreta. Le competizioni ufficiali divennero sempre più frequenti e di livello, tanto che si sentì la necessità di regolamentarne l`esecuzione per la corona mondiale, fondando la Federation Internationale Des Eches (FIDE)



 
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